L’arrivo dell’estate può diventare uno dei momenti più delicati per i genitori separati.
La chiusura delle scuole modifica la normale routine dei figli, entrambi i genitori devono conciliare le proprie ferie con il lavoro e possono nascere dubbi sulle date, sui viaggi, sulle spese e sui giorni da trascorrere insieme.
Le domande più frequenti sono sempre le stesse:
- le vacanze devono essere divise esattamente a metà?
- chi sceglie per primo le date?
- cosa succede se entrambi vogliono lo stesso periodo?
- è necessario il consenso dell’altro genitore per partire?
- chi paga il viaggio e le attività?
- l’assegno di mantenimento si sospende durante le ferie?
Non esiste una risposta identica per tutte le famiglie. Il punto di partenza è sempre verificare che cosa prevede l’accordo sottoscritto dai genitori o il provvedimento del giudice.
Le vacanze estive devono essere divise sempre a metà?
No. Non esiste una regola generale secondo la quale ogni figlio debba trascorrere automaticamente metà delle vacanze estive con un genitore e metà con l’altro.
L’affidamento condiviso non comporta necessariamente una ripartizione perfettamente uguale dei tempi di permanenza.
Il Ministero della Giustizia chiarisce che l’affidamento condiviso riguarda l’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di entrambi, ma non impone che il figlio divida il proprio tempo in parti identiche tra le due abitazioni. I tempi di frequentazione vengono stabiliti considerando l’interesse concreto del minore e l’organizzazione della famiglia.
Durante l’estate si possono quindi prevedere, per esempio:
- due settimane consecutive con ciascun genitore;
- periodi alternati di sette o dieci giorni;
- una parte più lunga con un genitore e periodi più brevi con l’altro;
- una ripartizione diversa in base alle ferie lavorative;
- un’alternanza annuale per agosto, Ferragosto o altri periodi particolarmente richiesti.
La soluzione deve tenere conto dell’età dei figli, delle loro abitudini, delle attività già programmate, della distanza tra le abitazioni e della reale disponibilità dei genitori.
Prima di organizzare le ferie bisogna controllare l’accordo o la sentenza
Prima di prenotare un viaggio è necessario rileggere attentamente l’accordo di separazione, il provvedimento del giudice o gli eventuali accordi successivi.
Il documento potrebbe già stabilire:
- quanti giorni spettano a ciascun genitore;
- se i periodi devono essere consecutivi;
- chi ha la precedenza negli anni pari o dispari;
- entro quale data devono essere comunicate le ferie;
- come vengono organizzati Ferragosto e le altre festività;
- orario e luogo di consegna dei figli;
- chi deve accompagnarli e riportarli;
- eventuali condizioni relative ai viaggi.
Non bisogna affidarsi soltanto alle abitudini degli anni precedenti. Un’organizzazione utilizzata in passato non modifica automaticamente ciò che è previsto dal provvedimento.
Quando il testo non è chiaro, è preferibile chiedere un chiarimento professionale prima di acquistare biglietti o effettuare prenotazioni non rimborsabili.
Chi sceglie per primo le date?
Un genitore non ha automaticamente il diritto di scegliere per primo soltanto perché è il genitore collocatario o perché in passato ha organizzato le ferie prima dell’altro.
La precedenza può derivare:
- dal provvedimento;
- da un accordo scritto;
- dall’alternanza tra anni pari e dispari;
- da una prassi concordata e confermata da entrambi.
Quando non esiste una regola specifica, le date dovrebbero essere concordate tenendo conto delle esigenze dei figli e delle possibilità lavorative di entrambi.
È utile comunicare la propria proposta con anticipo, indicando chiaramente:
- data e ora di inizio;
- data e ora di rientro;
- destinazione;
- eventuali spostamenti intermedi;
- modalità di consegna;
- recapiti disponibili durante il viaggio.
Una richiesta precisa è più semplice da valutare rispetto a un messaggio generico come “vorrei prendere i bambini ad agosto”.
Cosa succede se entrambi vogliono lo stesso periodo?
Il conflitto più frequente riguarda le settimane centrali di agosto.
Quando entrambi i genitori richiedono lo stesso periodo, è utile procedere per gradi:
- controllare l’accordo o il provvedimento;
- verificare a chi spettava quel periodo nell’anno precedente;
- comunicare per iscritto le proprie esigenze;
- proporre almeno una soluzione alternativa;
- valutare un cambio compensativo in un altro periodo;
- rivolgersi, se necessario, a un mediatore o ai rispettivi professionisti.
Non è opportuno coinvolgere i figli chiedendo loro di scegliere con quale genitore partire. Possono essere ascoltati in modo adeguato alla loro età, ma non devono essere trasformati in arbitri del conflitto.
La Carta dei diritti dei figli nella separazione ricorda che bambini e ragazzi hanno diritto a non subire pressioni, a non essere coinvolti nei conflitti e a non essere costretti a scegliere tra i genitori.
Si possono cambiare le date già stabilite?
Le date possono essere modificate quando entrambi i genitori sono d’accordo.
La modifica dovrebbe essere confermata per iscritto, anche quando i rapporti sono sereni. Questo permette di evitare incomprensioni su:
- giorni recuperati;
- nuovi orari;
- punti di incontro;
- prenotazioni;
- spese già sostenute;
- altri impegni dei figli.
Un cambiamento concordato per una singola estate non modifica automaticamente le regole valide per gli anni successivi.
È quindi utile specificare che si tratta di una variazione eccezionale, valida soltanto per quel determinato periodo.
Un genitore può partire con il figlio senza il consenso dell’altro?
Occorre distinguere tra la normale gestione del proprio periodo di permanenza e le decisioni di maggiore importanza.
Nell’affidamento condiviso, entrambi i genitori continuano a esercitare la responsabilità genitoriale. Le decisioni più rilevanti riguardanti istruzione, educazione, salute e residenza abituale devono essere adottate di comune accordo.
Una normale vacanza durante il periodo già assegnato può rientrare nella gestione quotidiana del genitore, ma bisogna comunque controllare:
- il contenuto del provvedimento;
- la destinazione;
- la durata del viaggio;
- l’eventuale necessità di documenti o autorizzazioni;
- le regole dello Stato di destinazione;
- le condizioni applicate dal vettore;
- l’eventuale presenza di limitazioni specifiche.
Quando il viaggio comporta una modifica significativa dei programmi, una permanenza prolungata, una destinazione particolare o un possibile rischio per il rientro, è prudente ottenere preventivamente un accordo scritto e rivolgersi a un professionista.
Viaggio all’estero: quali documenti servono?
Ogni minore deve viaggiare con un proprio documento valido per l’espatrio, adeguato alla destinazione.
Prima di partire bisogna verificare:
- validità del passaporto o della carta d’identità;
- eventuali visti;
- validità residua richiesta dal Paese;
- regole della compagnia aerea o di trasporto;
- documentazione sanitaria;
- eventuali autorizzazioni richieste dal Paese di ingresso.
Per i minori italiani di età inferiore a 14 anni che viaggiano all’estero senza almeno uno dei genitori o senza chi esercita la responsabilità tutoria è necessaria la dichiarazione di accompagnamento. La procedura può essere avviata attraverso il portale Passaporto Online e la dichiarazione riguarda normalmente uno specifico viaggio e una destinazione determinata.
Quando il minore viaggia con la madre o con il padre, la dichiarazione di accompagnamento prevista per il viaggio con soggetti terzi normalmente non è richiesta. Restano però da verificare le regole del Paese visitato e del vettore, che potrebbero richiedere ulteriore documentazione.
La verifica deve essere effettuata prima della prenotazione, non soltanto nei giorni immediatamente precedenti alla partenza.
È necessario comunicare destinazione e recapiti?
Una comunicazione trasparente è sempre consigliabile.
Il genitore che parte dovrebbe indicare:
- destinazione principale;
- date di partenza e ritorno;
- struttura o località in cui soggiornerà il figlio;
- numero di telefono;
- eventuali tappe intermedie;
- mezzo di trasporto;
- riferimenti utili in caso di emergenza.
Non si tratta di controllare il tempo trascorso con l’altro genitore. Lo scopo è consentire a entrambi di esercitare responsabilmente il proprio ruolo e di intervenire in caso di necessità.
Anche durante le vacanze il figlio dovrebbe poter mantenere contatti ragionevoli con l’altro genitore, senza però trasformare telefonate e videochiamate in una forma di controllo continuo.
Frequenza e orari dei contatti dovrebbero essere adeguati all’età del figlio e alle attività della vacanza.
Chi paga il viaggio?
In linea generale, il genitore che sceglie di organizzare una vacanza durante il proprio periodo sostiene le spese ordinarie legate a quella scelta, come:
- viaggio;
- albergo o appartamento;
- pasti;
- escursioni;
- intrattenimento;
- spostamenti effettuati durante il soggiorno.
La situazione può essere diversa quando la spesa:
- è prevista dall’accordo;
- viene concordata da entrambi;
- riguarda un’attività comune;
- è collegata a un’esigenza specifica del figlio;
- rientra tra le spese straordinarie secondo il provvedimento o il protocollo applicabile.
Un genitore non dovrebbe prenotare unilateralmente un viaggio costoso per poi chiedere automaticamente all’altro il rimborso di una percentuale.
Prima di sostenere una spesa che si intende condividere è opportuno indicare:
- attività proposta;
- costo complessivo;
- quota richiesta;
- data entro cui occorre rispondere;
- eventuali condizioni di annullamento.
Campi estivi, corsi e attività: chi paga?
Campi estivi, soggiorni linguistici, centri sportivi e attività organizzate possono essere necessari per conciliare la chiusura scolastica con gli impegni lavorativi.
La ripartizione dipende dal provvedimento, dagli accordi e dalla natura della spesa.
È importante distinguere tra:
- attività scelta liberamente da un genitore durante il proprio periodo;
- attività necessaria per esigenze organizzative condivise;
- attività già frequentata dal figlio;
- corso costoso o soggiorno che richiede consenso preventivo;
- semplice intrattenimento durante una vacanza.
Anche in questo caso, consenso, ricevute e prova del pagamento dovrebbero essere conservati in modo ordinato.
Il mantenimento si sospende durante le vacanze?
Normalmente il versamento mensile dell’assegno di mantenimento non si interrompe automaticamente soltanto perché il figlio trascorre alcune settimane con l’altro genitore.
L’assegno è generalmente determinato considerando le esigenze complessive del figlio durante l’anno e comprende anche costi continuativi che non cessano durante le ferie, come abitazione, abbigliamento, utenze, organizzazione e altre spese ordinarie.
Una sospensione o riduzione deve risultare da un accordo valido o da un provvedimento. Non dovrebbe essere decisa unilateralmente dal genitore obbligato.
Cosa fare se l’altro genitore non rispetta gli accordi?
I problemi possono riguardare:
- mancata consegna del figlio;
- ritardo significativo senza comunicazione;
- rientro posticipato unilateralmente;
- viaggio verso una destinazione diversa da quella comunicata;
- rifiuto di consegnare documenti necessari;
- mancata restituzione dei documenti;
- cambiamenti continui delle date;
- impossibilità di contattare il figlio.
In presenza di un problema è utile mantenere una comunicazione calma e precisa.
Bisogna conservare:
- messaggi;
- email;
- modifiche concordate;
- prenotazioni;
- biglietti;
- comunicazioni relative a ritardi;
- richieste rimaste senza risposta.
Quando il comportamento è grave, ripetuto o rischia di compromettere il rientro del minore, è necessario contattare tempestivamente il proprio avvocato e, nelle situazioni urgenti, le autorità competenti.
Non bisogna rispondere a una violazione commettendone un’altra, per esempio trattenendo il figlio nel periodo successivo senza accordo.
Come organizzare un calendario estivo chiaro
Un buon calendario dovrebbe contenere almeno:
- data e ora di inizio di ogni periodo;
- data e ora di conclusione;
- genitore con cui si trova il figlio;
- luogo dello scambio;
- persona incaricata dell’accompagnamento;
- destinazione della vacanza;
- recapiti;
- attività già prenotate;
- documenti da consegnare;
- spese concordate;
- variazioni successive.
È preferibile utilizzare date complete, evitando espressioni ambigue come “la prima settimana di agosto”.
Per esempio:
Dal 3 agosto 2026 alle ore 10:00 al 17 agosto 2026 alle ore 18:00.
Una comunicazione precisa riduce il rischio che i genitori interpretino diversamente l’inizio o la conclusione del periodo.
La serenità dei figli viene prima delle ferie dei genitori
Per un bambino l’estate dovrebbe essere un periodo di leggerezza, esperienze e tempo trascorso con le persone che ama.
Non dovrebbe diventare:
- il messaggero delle richieste tra i genitori;
- la persona incaricata di ricordare gli accordi;
- il testimone delle discussioni sulle spese;
- chi deve scegliere quale vacanza sia più bella;
- chi deve consolare il genitore che rimane a casa.
La Carta dei diritti dei figli nella separazione afferma che i figli hanno diritto a continuare ad amare entrambi i genitori, a non essere coinvolti nei conflitti e a vedere condivise le decisioni importanti che li riguardano.
In conclusione
Le vacanze estive con genitori separati non devono essere necessariamente divise in modo matematico.
Occorre partire dall’accordo o dal provvedimento, comunicare le date con anticipo, verificare documenti e condizioni dei viaggi, concordare preventivamente le spese da condividere e registrare con chiarezza ogni modifica.
Il vero obiettivo non è ottenere il periodo migliore o il maggior numero di giorni.
È permettere ai figli di trascorrere un’estate serena, mantenendo un rapporto equilibrato con entrambi i genitori e senza essere coinvolti nei conflitti degli adulti.
Questo articolo contiene informazioni generali e divulgative. Non sostituisce la consulenza di un avvocato o di un altro professionista qualificato. Accordi, provvedimenti e circostanze specifiche possono prevedere regole differenti.